Allergie ai pollini: non solo in primavera

Impariamo a riconoscere la crisi asmatica il cui trattamento deve essere tempestivo, specie nel bambino.

allergie

La primavera arriva con colori e profumi, ma per qualcuno porta con sé fastidi e malessere. Secondo le stime, 10 milioni di Italiani ogni anno fanno i conti con l’allergia. La Dottoressa Alessia Testa ci fornisce qualche delucidazione in merito.

 

“Le allergie raggiungono il culmine in primavera perché la concentrazione aerea di polline è più alta.

Il soggetto allergico produce anticorpi contro i granuli pollinici che determinano la liberazione delle sostanze responsabili dell’infiammazione, tra le quali l’istamina riveste un ruolo primario.

Le manifestazioni allergiche si hanno in quei periodi dell’anno in cui avviene la fioritura di determinate piante: per questo motivo le allergie ai pollini sono chiamate “pollinosi”, hanno cadenza stagionale e possono essere anche pre-primaverili ed estive, a seconda della specie verso cui il sistema immunitario reagisce. I mesi più a rischio rimangono comunque Aprile e Maggio ed è possibile seguire l’andamento delle pollinazioni grazie ad una rete di sorveglianza con stazioni di rilevamento sparse su tutto il territorio che portano alla stesura di calendari da parte di Centri Nazionali di Aerobiologia. Graminacee, Urticacee, Composite e Betulacee sono le piante maggiormente incriminate in Italia, sebbene negli ultimi anni si stiano diffondendo nuove pollinosi, come quella verso l’Ambrosia.”

 

Quali sono i sintomi?

“Congiuntivite, rinite e talvolta asma bronchiale costituiscono la sintomatologia caratteristica, le cui intensità e durata dipendono dalle concentrazioni polliniche e dal grado di ipersensibilità. In circa il 10% dei soggetti, entro pochi minuti dall’ingestione di alimenti vegetali, si possono verificare prurito e gonfiore della mucosa oro-labiale, bruciore di palato e gola e disturbi della deglutizione: si tratta della sindrome orale allergica, dovuta al fatto che gli anticorpi contro i pollini reagiscono anche contro alcuni antigeni alimentari.

In genere, la comparsa dei sintomi oculo-respiratori, tende a precedere la comparsa delle reazioni crociate con gli alimenti, anche di alcuni anni.”

 

Come facciamo diagnosi e qual è la cura?

Il Prick test consente di individuare i pollini responsabili ponendo a contatto la cute, punta con apposito ago, con una goccia di estratto dell’allergene pollinico e andando a valutare la comparsa del caratteristico pomfo.

La diagnosi può essere confermata dal dosaggio degli anticorpi (Prist e Rast test) mediante prelievo di sangue. Bisogna ridurre la permanenza all’aperto nelle giornate secche e ventose quando la diffusione del polline è maggiore ed il trattamento prevede soprattutto l’uso di antistaminici, cortisonici e decongestionanti.

È opportuno affidarsi alle cure del medico specialista e prestare particolare attenzione alla crisi respiratoria, specialmente nei bambini. In questi casi la mucosa dei bronchi si ispessisce e la muscolatura che li avvolge si contrae rendendo difficile il passaggio dell’aria: fatica e respiro sibilante sono i segni che ci devono allarmare e indicano la necessità di un rapido intervento.”

Autore Marco Testa

Alessia Testa

Dottoressa Alessia Testa, Specializzanda in Pediatria


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