LA MILZA IN EMATOLOGIA

La funzione della Milza, rimasta a lungo misteriosa, si è progressivamente chiarita da quando sono stati stabiliti con certezza il ruolo di distruzione delle cellule del sangue che avevano svolto la propria funzione, ed immunitario, essendo un organo linfatico secondario. Ce ne parla il Dottor Pietro Falco esperto Ematologo.

“Nell’uomo, i suoi normali ruoli fisiologici sembrano essere i seguenti: Controllo e mantenimento della qualità dei globuli rossi attraverso la rimozione delle cellule vecchie e/o difettose; Sintesi di anticorpi (difendendo l’organismo da un ambiente ostile); Rimozione dalla circolazione di batteri rivestiti di anticorpi e di cellule di sangue rivestiti di anticorpi.Un incremento di queste normali funzioni può risultare in una Splenomegalia (cioè un aumento dimensionale della milza). La milza è inserita all’interno della circolazione portale; il sangue scorre nella milza ad una velocità di 150 ml/min e costituisce un particolare “filtro” per depurare il circolo dagli eritrociti vecchi e danneggiati che essendo meno elastici e deformabili di quelli giovani, vengono distrutti all’interno del tessuto e i loro componenti riciclati. La milza umana contiene approssimativamente un terzo del numero totale delle piastrine e un significativo numero di granulociti neutrofili che costituiscono un “PRONTO SOCCORSO” necessario per reagire ad un’emorragia o a una infezione”.

“La milza normale pesa meno di 250 g, va incontro a riduzione delle sue dimensioni con l’età, normalmente è contenuta per intero nella gabbia toracica, ha una lunghezza massima di 12 cm e/o larghezza di 7 cm e non è normalmente palpabile. La presenza di una milza palpabile non equivale sempre alla presenza di malattia ma può riflettere una reazione ad essa orientando verso esami diagnostici approfonditi. Una milza palpabile è il segno obiettivo principale di malattie che colpiscono la milza e indica un aumento di volume dell’organo. Una Splenomegalia massiva provoca una sensazione di peso e un senso di sazietà precoce; può comparire dolore , e in essa la milza svolge un ruolo particolare perché la condizione si accompagna ad un aumento del volume plasmatico che può portare ad apparente anemia (anemia diluizionale)”.

“Sono stati proposti alcuni meccanismi che potrebbero spiegare l’aumento del volume plasmatico, tra questi citiamo: l’organo ingrossato potrebbe richiedere un’espansione del volume ematico per riempire lo spazio vascolare supplementare. Va ricordato inoltre che la milza costituisce il”cimitero” delle piastrine cioè il luogo dove le piastrine muoiono e una milza grande può essere la causa di quella che si definisce pseudopiastrinopenia cioè una riduzione del numero totale delle piastrine in circolo senza evidenti sintomi clinici”.

Conclusioni

Il Dottor Falco conclude dicendo: “Altra condizione da ricordare è l’Ipersplenismo cioè un'aumentata funzione distruttiva della milza, caratterizzata da una riduzione di uno o più tipi cellulari, splenomegalia e correzione del difetto dopo rimozione della milza”.

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