Prelievo del sangue: tutto ciò che c’è da sapere

prelievo del sangue

Il prelievo venoso é una delle procedure infermieristiche apparentemente più semplici ma in verità dietro di esso si nascondono molti aspetti: si innescano infatti dinamiche tecnico relazionali tra l’operatore e il paziente.

Il primo contatto è quello che reputo fondamentale poiché è giá da lì che si instaura un rapporto di fiducia: quando arriva un paziente agitato o molto giovane è bene eseguire tutta la procedura senza fretta e spiegando ogni step, cercando di essere comprensivi davanti alle paura di chi abbiamo di fronte o allo stress di chi è costretto per colpa di gravi patologie ad eseguire il prelievo tutte le settimane.
Il braccio che mi propone il paziente è sempre il primo ad essere valutato anche se poi la decisione definitiva spetta a noi infermieri.

La ricerca della vena si esegue posizionando il laccio emostatico e invitando il paziente ad aprire e chiudere il pugno, ciò ci aiuta a localizzare e valutare le vene periferiche del braccio. La valutazione si esegue soprattutto attraverso il tatto poiché la sola vista non offre una completezza delle informazioni: turgore, profondità, diametro e direzione.

Da qui i passi principali sono: lavare le mani ed indossare i guanti, organizzare il materiale,disinfettare la cute, invitare il paziente a stringere il pugno e rimanere fermo durante la procedura, perforare la vena avendo cura di riempire tutte le provette precedentemente etichettate. Il laccio emostatico viene rimosso poco prima di completare l’ultima provetta invitando il paziente a rilassare il pugno e ad eseguire una compressione immediatamente dopo aver rimosso l’ago senza piegare il braccio per qualche minuto così da evitare ematomi.

Articolo scritto dalla Dott.ssa Chiara Maglio, infermiera presso il Medical Pontino

 

 

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