Data di pubblicazione : 3/02/19 alle 16:42,

Data ultimo aggiornamento: 17/03/21 alle 15:26


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IL RAFFREDDORE: È DAVVERO COLPA DEL FREDDO?

Anziani e bambini più vulnerabili. No all’antibiotico quando non necessario

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Il raffreddore, classico malanno di stagione,  spesso accompagna i primi freddi. La Dottoressa Alessia Testa ci fornisce delucidazioni in merito.

“Patologia di origine virale altamente contagiosa, colpisce le prime vie aeree provocando starnuti, tosse catarrale, mal di gola, congestione e secrezione nasale, mal di testa e malessere generale.”
Come e quando avviene il contagio?

Per via diretta attraverso goccioline di saliva disperse tramite tosse, starnuti, colloquio ravvicinato, e per via indiretta, tramite contatto con superfici e oggetti infetti. I virus responsabili del raffreddore sono oltre 200 e possono resistere per circa tre ore nell’ambiente esterno.

Il picco di contagiosità si verifica nei primi 2-3 giorni di malattia, mentre al termine dell’affezione, che solitamente si ha in 5-10 giorni, il rischio di contagio è molto basso. Questo aumenta considerevolmente nei soggetti più fragili, anziani e bambini, in cui il raffreddore si manifesta con gravità e durata maggiori. Gli adulti vengono colpiti fino a 5 volte l’anno, mentre i bambini in età scolare fino a 12 volte.

Perché ci si ammala più spesso in inverno?

La maggiore suscettibilità all’infezione con freddo, pioggia, vento è probabilmente dovuta a diversi meccanismi.

In primis, alcuni dei virus che causano il raffreddore sono stagionali e si presentano più frequentemente nel periodo invernale, periodo in cui aumenta poi il tempo trascorso al chiuso e in luoghi affollati. Inoltre, l’aria secca e fredda permette alle goccioline virali di disperdersi più lontano dalla fonte di contagio e di restare in sospensione nell’aria più a lungo e ostacola il lavoro del nostro apparato respiratorio.

Le vie respiratorie sono dotate di ciglia vibratili che spingono continuamente il muco verso l’esterno: il virus approfitta dell’azione inibitoria che il freddo ha su di loro per farsi strada.

Esiste un vaccino?

Diversamente da quanto succede per i virus influenzali, la vaccinazione non è attuabile, poiché vi sono moltissimi virus responsabili della malattia che oltretutto mutano rapidamente.

L’unico metodo per prevenire la diffusione del virus del raffreddore è l’adozione di precauzioni fisiche: frequente lavaggio delle mani e uso di mascherine protettive.

Come affrontarlo?

Solitamente si guarisce con riposo, buona idratazione e farmaci per contenere i sintomi: paracetamolo in caso di febbre (comune nei neonati e nei bambini) o dolori, decongestionanti nasali. Doveroso ricordare che trattandosi di virus, l’antibiotico non ha alcuna efficacia e non va preso. In caso di complicanze quali faringite, bronchite, polmonite, sinusite e otite, che comunque interessano soggetti a rischio, sarà il medico ad indicarne l’utilizzo.

Dott.ssa Alessia Testa

Specializzanda in Pediatria

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