TERAPIA  ANTICOAGULANTE: NUOVE POSSIBILITÀ DI CURA

sangueLa terapia anticoagulante ha lo scopo di deprimere, in modo controllato e reversibile, la coagulabilità del sangue per ottenere la massima protezione possibile dagli incidenti tromboembolici minimizzando il rischio emorragico.

A parlarcene è il Dottor Pietro Falco, specialista in Ematologia e co-direttore del centro Trombosi del Medical Pontino.

“La terapia anticoagulante può essere distinta in diretta o indiretta a seconda che agisca direttamente sulle vie della coagulazione o inibisca l’attività di alcuni fattori che favoriscono la coagulazione.

La terapia anticoagulante diretta ha lo scopo di fluidificare il sangue agendo direttamente e principalmente sui fattori della coagulazione Xa e IIa ed è basata sull’utilizzo di Eparina. Ne esistono in commercio vari tipi, accomunati dal meccanismo di azione.

La terapia Anticoagulante indiretta, invece, è condotta con la somministrazione di farmaci per via orale (TAO) ”.

Cos’è l’INR?

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“L’azione degli AVK non è immediata.

Ogni paziente ha un proprio dosaggio del farmaco, “cucito su misura”, stabilito in conformità a controlli periodici che dosano un parametro definito INR (International normalized Ratio) che ha un duplice scopo: da un lato stabilire il grado di anticoagulazione raggiunto, dall’altro determinare la posologia del farmaco da somministrare.

Il valore dell’INR è compreso tra un valore minimo e un valore massimo (Range terapeutico) che dipende dalla patologia per la quale s’instaura il trattamento e dal dosaggio del farmaco”.

Quali sono i casi in cui è consigliato il trattamento con AVK?

“Le principali indicazioni al trattamento con AVK sono casi di protesi valvolari cardiache, di fibrillazione atriale (sia di tipo valvolare che non), prevenzione di recidive di embolia polmonare, stati trombofilici e prevenzione della TVP post-operatoria”.

Esistono controindicazioni per la TAO?

“Nei primi mesi di gravidanza può causare embriopatia e malformazioni del feto.

Sicuramente gli eventi avversi più importanti sono rappresentati dagli accidenti emorragici che possono essere lievi (ematuria, epistassi) richiedendo la riduzione o la sospensione temporanea del farmaco e gravi e potenzialmente fatali (emorragia cerebrale) che richiedono l’immediata sospensione del farmaco, il ripristino di un corretto assetto coagulativo e l’eventuale nuova assunzione terapeutica in base alla patologia da trattare”.

Ci sono delle contro-indicazioni farmacologiche?

“Molti farmaci possono interferire con gli anticoagulanti orali, potenziandone l’effetto come i FANS o ASA, gli antibiotici o gli antimicotici. Tuttavia in caso di necessità e con le dovute precauzioni possono essere assunti, monitorando attentamente il valore dell’INR”.

Il dottor Falco termina parlandoci dei DOAC (Direct Oral Anti-Coagulants) e delle eparine:

Il presente e il futuro della Terapia Anticoagulante sono rappresentati dai Nuovi Anticoagulanti Orali (N.A.O.). Sono molecole di sintesi caratterizzate da un meccanismo d’azione selettivo, capace di bloccare uno specifico fattore della cascata coagulativa. Sicuramente i nuovi Anticoagulanti Orali hanno il vantaggio di rendere il paziente più libero da controlli di laboratorio.

L’esperienza maturata nel tempo mi porta ad affermare che i NAO sarebbero da preferirsi in caso d’inizio della Terapia Anticoagulante o cattiva aderenza alla stessa.

Un paziente stabile, in trattamento con AVK potrebbe continuare tranquillamente ad assumere tali farmaci poiché, a volte, l’aspetto psicologico del paziente è più importante che qualunque studio clinico. Il controllo dell’INR, infatti, per alcuni può essere un momento di confronto con il medico su eventuali patologie concomitanti o subentrate, medico che a volte riveste un ruolo tranquillizzante per il paziente stesso.

Per alcuni aspetti oltre che per alcune patologie, quindi, gli AVK sono ancora preferibili, specie per quei pazienti che si sentono maggiormente protetti dall’essere controllati e visitati dai medici responsabili della gestione della terapia”.

Autrice Morena Di Stefano

Coagulazione interna:

 

dottor Falco

Dottor Pietro Falco, Ematologo e Co-Direttore del Centro Trombosi di Latina


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