Mammografia Digitale

La Mammografia Digitale è un esame del seno umano effettuato tramite una bassa dose (di solito circa 0.7 mSv) di raggi X.

Seduta di mammografia

Seduta di Mammografia.

La mammografia digitale consente l’elaborazione di immagini mammografiche ottenendo una valutazione accurata delle stesse con riduzione della dose di radiazioni assorbite. L’immagine mammografica tradizionale è un’immagine su pellicola che dopo essere stata realizzata non è più modificabile.
La mammella radiologicamente è costituita da zone a diversa densità, queste aree vengono riprodotte in un’immagine unica, quindi vi sono zone ben studiabili accanto ad aree non ben rappresentate.

Uno dei fattori d’ostacolo la diagnosi dei tumori alla mammografia è che il nodulo tumorale è dotato di una differenza di contrasto troppo bassa nei confronti del tessuto circostante.
Poiché l’immagine digitale può essere elaborata, dopo l’acquisizione le differenze di densità vengono superate, rendendo più agevole la diagnosi.

Quindi la mammografia digitale indiretta già da preferirsi al sistema tradizionale analogico per:

  • contrasto ottimale
  • assenza di artefatti
  • lettura su monitor
  • l’immagine che può essere elaborata e trasmessa

Immagine digitale di busto di donna con tumore alla mammella.

Mammografia digitale.

La Mammografia digitale viene utilizzata come strumento diagnostico per identificare tumori e cisti. È stato provato che la mortalità per tumore al seno è ridotta per chi si sottopone all’esame: per questo viene consigliato un esame del seno periodico (ogni anno per le donne che hanno fattori di rischio, per esempio un pregresso tumore al seno o familiarità per esso, o al massimo ogni 2 anni in tutte le restanti donne che non hanno alcun fattore di rischio) tramite mammografia.

Immagine digitale di busto di donna con tumore alla mammella.[/caption] Come esame di screening è consigliato a tutte le donne. La frequenza dell’esame dipende dall’età e dalla presenza di eventuali fattori di rischio come la familiarità della patologia oncologica.

  • Tra i 35 e i 40 anni la precisione diagnostica dell’esame è molto bassa ma potrebbe essere utile svolgere una prima mammografia di riferimento soprattutto in presenza dei fattori di rischio sopraccitati.
  • Anche tra i 40 ed i 49 anni la maggiore densità del seno si presta ad errate interpretazioni dei risultati mammografici. In questo periodo si consiglia la ripetizione dell’esame ogni 24 mesi. In presenza di fattori di rischio è meglio eseguire una mammografia di controllo una volta all’anno. La maggior parte dei tumori mammari è infatti sensibile alla presenza di estrogeni che cala drasticamente dopo la menopausa.
  • Mentre tra i 40 ed i 50 anni vi sono pareri discordanti sull’utilità della mammografia, tutte le associazioni mondiali impegnate nella lotta contro il carcinoma mammario, concordano sulla sua estrema importanza al di sopra dei 50 anni.
    In questo periodo della vita l’esame deve essere ripetuto una volta ogni 2 anni.
  • Dopo i 70 anni si consiglia di aumentare ulteriormente la frequenza dell’esame, eseguendolo una volta ogni 12 mesi. In questa fascia di età l’incidenza del cancro alla mammella risulta maggiore. La diagnosi inoltre risulta meno affetta da errori per la minore consistenza del tessuto mammario che si presenta più ricco di tessuto adiposo e più povero di tessuto ghiandolare.

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