PROBLEMI D’INTESTINO? DISBIOSI INTESTINALE: CAUSE E RIMEDI

PROBLEMI D’INTESTINO? DISBIOSI INTESTINALE: CAUSE E RIMEDI

Il nostro apparato digerente, ed in particolar modo l’intestino, è abitato da miliardi di microrganismi che insieme costituiscono la flora batterica.

In condizioni fisiologiche normali, le varie specie sono in perfetto equilibrio fra loro, qualitativo e quantitativo. Tale stato è definito Eubiosi ed è necessario per la nostra salute.

La dottoressa Veronica Leggeri, biologa e nutrizionista, ha risposto alle nostre domande.

Che cos’è la disbiosi intestinale?

Con il termine Disbiosi si intende semplicemente un’alterazione dell’equilibrio della flora batterica umana.

Ripristinare la funzionalità dell’intestino significa ricompattare questa barriera batterica.

La disbiosi è causata da:

  • errata alimentazione: un’alimentazione ricca di zuccheri, carboidrati raffinati, grassi trans, additivi tra cui molti conservanti, cibi industriali
  • farmaci: l’abuso di antibiotici soprattutto a lungo temine è uno dei maggiori fattori di rischio
  • stress
  • vita sregolata: fumo, alcool

La Disbiosi può essere caratterizzata da:

  • Un ridotto numero di organismi utili (batteri “buoni” simbionti)
  • Uno squilibrio fra i vari ceppi, alcune specie potenzialmente nocive prendono il sopravvento sulle altre)
  • La scomparsa di intere specie batteriche

Quali sono i suoi sintomi?

Tra i sintomi ricorrenti troviamo:

  • Gonfiore addominale con tensione e dolore
  • Cattiva digestione associata ad alitosi
  • Meteorismo
  • Nausea
  • Vomito
  • Flatulenza
  • Ricorrenti cistiti

Nella donna può causare anche infezioni genitali ricorrenti, soprattutto da miceti quali Candida.

Si possono distinguere 2 tipi di disbiosi:

  1. Putrefattiva: localizzata soprattutto a livello del colon, complice una dieta povera di fibre e l’abuso di antiacidi utilizzati per l’acidità gastrica perché possono causare abbassamento anche del ph fecale
  2. Fermentativa:favorita da una dieta ricca di zuccheri e di carboidrati raffinati ed è localizzata soprattutto nel tenue. Anche in questo caso una bassa acidità gastrica può aumentare il rischio.

Come viene diagnosticata la Disbiosi?

In presenza di alcuni dei sintomi elencati precedentemente ci si può rivolgere ad uno specialista per richiedere una consulenza.

Tra i test più indicati ci sono:

  • Disbiosi test
  • Breath Test al Glucosio o al Lattulosio

Il disbiosi test è molto semplice e richiede solo una raccolta di urine. Qui il laboratorio andrà a ricercare i due prodotti di metabolizzazione dei batteri dell’intestino: l’indicano e lo scatolo.

In base ai risultati del disbiosi test si può evidenziare la presenza di una disbiosi putrefattiva o fermentativa.

Grazie al Breath test al glucosio è possibile diagnosticare un’eventuale sovracrescita batterica nell’intestino tenue. È un test non invasivo che consiste in una raccolta di campioni di aria espirata, prima e dopo l’ingestione di uno specifico zucchero sciolto in acqua (glucosio), in un sacchetto di plastica a intervalli regolari. L’esame dura due ore.

Grazie al Breath test al Lattulosio è possibile verificare sia l’eventuale presenza di sovracrescita batterica sia un’alterazione del tempo di transito oro-cecale(OCTT). Il tempo di transito oro-cecale è la misura indiretta della funzionalità del tubo gastroenterico. Il procedimento è molto simile al Breath test al Glucosio, la differenza sta nella somministrazione del Lattulosio come zucchero e nei tempi, questo test dura quattro ore.

Quali sono i rimedi alimentari per la disbiosi?

Una sana e corretta alimentazione è un modo sia per prevenire la disbiosi intestinale che per trattarla.

Tra i suggerimenti i principali sono:

  • Evitare cereali raffinati come pasta e pane, ma prediligere quelli più ricchi di fibre quali farro, pasta integrale, pane integrale
  • Evitare i cibi ricchi di zuccheri
  • Limitare l’utilizzo di prodotti industriali pieni di additivi e conservanti
  • Scegliere il più possibile cibi non trattati e freschi, stando sempre attenti alla stagionalità

 

A cura di Morena Di Stefano

 

 

 

 

 

Dottoressa Veronica Leggeri, Biologa e Nutrizionista

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