VITAMINA K: un cerotto naturale per il sangue in fuga

C’era una volta un gruppo di pulcini. Questi pulcini erano afflitti da una lieve patologia emorragica. Uno scienziato, che era anche il loro padrone, gli fece mangiare lievito e cereali…. e le loro ferite guarirono misteriosamente più in fretta. Lo scienziato aveva capito qualcosa di importante.

Era infatti il 1943 quando Henrik Carl Peter Dam ricevette in Svezia il prestigioso premio Nobel per aver scoperto la Vitamina K.

La vitamina K è quella vitamina che nel nostro corpo regola le attività antiemorragiche. Fa inoltre da garante per la corretta funzionalità di alcune proteine che formano e mantengono forti le nostre ossa.

Dove si trova?

La risposta a questa domanda è semplice:

– ortaggi a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi, crescione, cavoli, cavolfiore, piselli),

– legumi: fagioli e soia,

– olive,

– carne,

– cereali,

– latte e derivati del latte.

Le verdure: un toccasana per il palat… ehm, il sangue.

Vi riveliamo un altro segreto: quelle cose verdi, brutte e forse anche viscide le vediamo così perchè la nostra storia ce lo impone.

I nostri avi hanno avuto una brutta esperienza di intossicazione verso queste “piante verdi” e questo istinto è perdurato a livello inconscio negli anni a venire.

Non lo diciamo noi, ma una ricerca elaborata da tre studiosi della Sissa di Trieste, pubblicata sulla rivista Science and reports.

Dai, superati questi pregiudizi possiamo anche iniziare a mangiare gli spinaci tutti i giorni. Non ci verranno i muscoli di Braccio di Ferro, ma avremmo le capacità rigenerative e le ossa dure di Wolverine!

Scherzi a parte, la vitamina K è un elemento essenziale per la coagulazione del sangue e per le ossa. È il cerotto naturale di prevenzione per quei bambini che, giocando al parco, portano più gambe sbucciate e pianti che bei voti a scuola.

È una componente importante per la cura dell’osteoporosi.

Le carenze

Specie nelle persone anziane, i problemi di mancata coagulazione del sangue (come anche l’eccesso opposto) sono all’ordine del giorno.

Non solo. Quella vitamina k mancante, induce con facilità il corpo a produrre ecchimosi.

Inoltre causa spesso sanguinamenti dal naso, gengive, sangue nelle urine e nelle feci o perdite mestruali particolarmente abbondanti.

Studi epidemiologici hanno dimostrato una correlazione tra vitamina K ed osteoporosi (come già accennato) con l’avanzare dell’età. Questi studi hanno correlato direttamente il consumo di vitamina K con l’incidenza di fratture ossee nell’anziano.

Nei bambini, poi, può portare ad emorragie intracraniche molto pericolose.

Una dieta che contiene questa vitamina, è solo che un vantaggio per il nostro organismo.

L’eccesso

Poi c’è l’eccesso, molto raro, specie negli adulti. Le conseguenze però, gravi.:

anemia

– vomito

trombosi

– collasso dei globuli rossi

L’assunzione di questa vitamina deve infatti essere regolata: i medici consigliano una media d’assunzione giornaliera che sia 1 microgrammo per Kg corporeo.

Le patate, piselli, pomodori, lo yoghurt e il fegato degli animali: tutta roba molto buona. Ma non esageriamo. Se somministrata in eccesso nell’adulto, in seguito al suo potere ossidante, la vitamina K può determinare emolisi ed iperbilirubinemia.

Equilibrio

L’equilibrio è il segreto della forza. Chiedetelo ai monaci Shaolin, conosciuti per spezzare tronchi d’albero a mani nude. Tra l’altro, senza nessun briciolo di lividi o sanguinamenti vari.

La loro dieta è tutto un equilibrio di cibi senza esagerazioni. E loro, di vitamina K, non ne assumono poca. Rape e cavoli, quanti ne servono per rompere i muri!

Non dobbiamo però andare fino in Cina per capire come dobbiamo confrontarci difronte ai nostri cari cibi verdi.

È importante solo controllare che l’assunzione sia equilibrata. La mancanza per i bambini, gli eccessi per gli adulti sono sempre un egual rischio, ma, piano piano e senza esagerare, ci possiamo abituare a quel fabbisogno di 1 mg/ KG che ci serve per i nostri problemi di guarigione sanguigna.

Basta un piatto di spinaci, qualche foglia di insalata, cavolfiori a rotazione e il gioco è fatto.

Vivremmo forse più tranquilli, sapendo che qualche volta possiamo prenderci il lusso di cadere dalla bici e le nostre ferite spariranno senza lasciare traccia.

Nessuno sa che fine abbiano fatto quei pulcini, ma forse qualcuno se li immagina belli, forti, vigorosi e con la cresta alta e rossa cantare la mattina presto al sorgere del Sole, senza la minima traccia di quel piccolo trauma infantile…

 

 

Autore Marco Testa   

ATTENZIONE: il presente articolo non contiene assolutamente indicazioni terapeutiche. Leggere attentamente il DISCLAIMER

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